{"id":3179,"date":"2011-04-29T14:11:33","date_gmt":"2011-04-29T14:11:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/?p=3179"},"modified":"2011-04-29T14:11:33","modified_gmt":"2011-04-29T14:11:33","slug":"3179","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/3179\/","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.largentina.org\/wp-content\/uploads\/vinas_argentinas.jpg\" rel=\"lightbox[12271]\"><img decoding=\"async\" title=\"vinas_argentinas\" src=\"http:\/\/www.largentina.org\/wp-content\/uploads\/vinas_argentinas.jpg\" alt=\"\" width=\"600\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">A volte ho l\u2019occasione di vedere in televisione documentari sul vino. Moltissimi sono tediosi, ripetitivi, scontati e perch\u00e9 no, falsi in quanto lo schema narrativo (per definirlo in qualche modo) non offre la bench\u00e9 minima spontaneit\u00e1. Faccio un esempio. Pensate a quando il giornalista o conduttore degusta il vino in compagnia del propietario della cantina esibendo inopportuni gargarismi e sciacqui boccali seguiti da espressioni facciali e vocali ricolme di estasi? Cosa volete dica? Che il vino \u00e9 una schifezza? Oppure quando i due si cimentano nella classica camminatina tra i filari della vigna e dicono sempre le stesse noiosissime cose tipo \u201cpuntiamo sulla qualit\u00e1\u201d oppure \u201cvogliamo soddisfare la esigenze del consumatore\u201d con il giornalista che annuisce \u201cinteressatissimo\u201d come se si stesse parlando dei misteri di Fatima o della fine del mondo prevista per l\u2019anno prossimo. Ma scusate un poco, se non puntate sulla qualit\u00e1 del prodotto ed alla soddisfazione delle necessit\u00e1 dei clienti, di cosa vorreste occuparvi? Insomma.. Per\u00f3 ogni tanto qualcosa di interessante si trova e si vede.Poco tempo fa sul canale Film &amp; Arts \u00e9 stato trasmesso un bellissimo documentario che raccontava come vengono venduti i grandi vini francesi a un poderoso merchant du vin come Simon Staples della mitica Berry Bros &amp; Rudd di Londra. Molto divertente ma anche, direi deprimente e perch\u00e9 no fastidioso, difficile da digerire, vedere come il direttore del Chateu francese (forse era il Latour, ma non ne sono sicuro) approfittasse della nomea e del retaggio storico del suo Gran Cru per tentare di imporre al compratore un prezzo assurdo e fuori mercato, senza minimamente prendere in considerazione la qualit\u00e1 della vendemmia (che tra parentesi nell\u2019anno in cui \u00e9 stato filmato il documentario fu molto deludente). Dove voglio arrivare con tutta st\u00e1 storia?<br \/> I francesi, ma anche noi italiani e gli spagnoli utilizzano la secolare storia dei propri vini per creare un alto valore aggregato sul prodotto. Benissimo. Nulla da eccepire. La storia c\u2019\u00e9 ed ovviamente non si pu\u00f3 e non si deve cancellare. Per\u00f3 gli europei si dimenticano che quella storia \u00e9 stata in parte cancellata dallo Tsunami (\u00e9 di moda dirlo) delle vigne: la filossera. Piccolo insetto parassita maledetto dai vignaioli che distrugge senza piet\u00e1 le piante di vitis vinifera. Questo amichetto ha fatto la sua comparsa ufficiale in Francia nell\u2019anno 1863 e per circa vent\u2019anni ha fatto sfracelli praticamente in tutta l\u2019Europa del vino provocando danni gravissimi. Quasi irreversibili. Il vino europeo fu quasi vicino all\u2019estinzione. Passato lo Tsunami i vignaioli europei ricominciarono tutto daccapo con la cocciutaggine e laboriosit\u00e1 che li contraddistingue. Ripiantarono tutto. Con un accorgimento importantissimo. Innestarono il vitigno su un portainnesto (una base) di vite americana, quest\u2019ultima per sua natura immune alla filossera. Geniale. Forse saprete che la vite \u00e9 una pianta molto sensibile ai cambiamenti ambientali ed \u00e9 per questa sua caratteristica che molti esperti sostengono che questa nuova tecnica possa avere in qualche modo modificato parte del carattere che i vitigni avevano sviluppato nel tempo. Sono supposizioni che in ogni caso si basano su un fatto concreto. Il dubbio rimane.<br \/> Che c\u2019entra l\u2019Argentina in tutto questo? C\u2019entra..C\u2019entra..!! Succede che nell\u2019anno 1853 (ovvero dieci anni prima del primo focolaio europeo di filossera) arrivarono a Mendoza ed ovviamente vennero piantate, le prime barbatelle di Malbec e Cabernet Sauvignon francesi oltre ad altri vitigni dello stesso paese ed altre barbatelle europee. E succede che in Argentina la filossera non ha mai prodotto effetti devastanti grazie al clima secco nemico acerrimo dell\u2019insetto. In poche parole in Argentina i vitigni francesi ed europei hanno mantenuto caratteristiche pre-filossera. Questa virt\u00fa resulta evidente dall\u2019analisi ampelografica delle foglie delle viti argentine che hanno mantenuto una forma molto simile al periodo pre-filosserico e sono abbastanza diverse da quelle degli stessi vitigni europei attuali. Ho avuto modo di vedere le facce sinceramente emozionate, al limite dell\u2019eccitazione, di studiosi della materia venuti dall\u2019Europa, mentre visitavano alcuni vigneti mendozini. Sembravano dei bambini increduli con gli occhi sgranati e pieni di felice stupore che vedevano dei dinosauri. Proprio come in un parco giurassico. L\u2019Argentina \u00e9 anche questo. Un parco giurassico del vino. Anche lei ha la sua storia ed il suo valore aggregato. Deve solo farlo conoscere meglio e di pi\u00fa.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/feedads.g.doubleclick.net\/~ah\/f\/9a50mej0ubis517spkf9k1bko4\/300\/250?ca=1&amp;fh=280#http%3A%2F%2Fwww.largentina.org%2F2011%2F04%2F29%2Flargentina-il-parco-giurassico-del-vino%2F\" width=\"100%\" height=\"280\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/feeds.feedburner.com\/~r\/largentina\/~4\/nkeJymCdkmY\" height=\"1\" width=\"1\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte ho l\u2019occasione di vedere in televisione documentari sul vino. Moltissimi sono tediosi, ripetitivi, scontati e perch\u00e9 no, falsi in quanto lo schema narrativo (per definirlo in qualche modo) non offre la bench\u00e9 minima spontaneit\u00e1. Faccio un esempio. Pensate a quando il giornalista o conduttore degusta il vino in compagnia del propietario della cantina [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-3179","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3179\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lamorbidamacchina.com\/ssssimone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}